Sao Tome – Principe by Isola BiancaSao Tome – Principe by Isola Bianca
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La Storia

Le isole di Sao Tomè e Principe non sono state popolate fino a che dei navigatori portoghesi le scoprirono il 21 dicembre 1470, giorno di San Thomas, che ha dato il suo nome all’ isola. I suoi primi abitanti furono dunque i coloni e degli schiavi portati da altre colonie portoghesi ( Angola, Capo verde, ecc)

I portoghesi non ottennero che dei magri risultati nella coltura della canna da zucchero sulle isole di Capo verde; le condizioni climatiche di Sao Tomè si rilevarono più favorevoli e l’siola divenne rapidamente il primo produttore africano di canna da zucchero nello stesso tempo che punto d’appoggio del traffico di schiavi provenienti dal bacino congolese e destinati allle piantagioni americane.

Sao Tomè è nel XVI secolo un centro fiorente dove cresce un’organizzazione sociale e politica specifica. La colonizzazione di Sao Tomè da parte degli uomini s’accompagna a un mescolamento nelle razze e nella cultura che va a caratterizzare la società saotomense. Dopo due o tre generazioni una parte del potere economico dell’arcipelago viene detenuto da una popolazione creola nata dall’incontro delle diverse culture africane e della cultura portoghese. E’ questa pluralità che caratterizza la popolazione di Sao Tomè e Principe nel rapporto con le altre colonie.

LA CANNA DA ZUCCHERO O L’ETÀ D’ORO DI SÃO TOME’ E PRINCIPE

La canna da zucchero è stata importata dall’ d’oriente in Europa con le Crociate. Ma è soltanto nel VII secolo che gli Arabi la coltivano in Spagna, dove le condizioni climatiche sono favorevoli. Cristoforo Colombo portò con sé canne da zucchero in occasione della sua seconda spedizione per le Americhe in 1493, e le fece piantare nelle Antille dove il clima era ideale. Lo zucchero, prodotto costoso e raro, era valutato dagli europei e coltivato nelle regioni calde ed umide in grandi piantagioni. Questo gusto per lo zucchero è il principale responsabile del traffico di schiavi verso le Americhe.

Nel XVII secolo lo sviluppo della cultura della canna da zucchero nel Brasile fa suonare la campana a morto della prosperità dell’arcipelago, fino ai secoli XVIII e XIX, allorquando per rispondere alla domanda mondiale, i portoghesi costruiscono delle grandi piantagioni ( rocas) di cacao e di caffè, riconvertendo gli schiavi in questa nuova agricoltura. Queste rocas sono sovente nelle mani del grande capitale portoghese.

Lo schiavismo fu abolito nel 1875 ma rimpiazzato da un sistema di lavoro forzato nelle rocas. Sao Tomè ritroverà la sua prosperità ma attraverso degli attriti sociali che sono alle origini delle tensioni che prefigurano la lotta per l’indipendenza.

Verso la fine degli anni ’50 un piccolo gruppo di abitanti di São Tomé formò il Movimento per la Liberazione di São Tomé e Príncipe (MLSTP), che aveva la propria base nel vicino Gabon.

Agli inizi degli anni 1970 più dell’80% delle terre coltivate sono distribuite tra 28 rocas private; quasi 11.000 piccoli proprietari si distribuiscono il restante 20%.

Il processo verso l’indipendenza fu favorito dalla caduta della dittatura di Marcello Caetano in Portogallo, nell’aprile del 1974. I rappresentanti del nuovo governo portoghese incontrarono l’MLSTP ad Algeri e stipularono un accordo per l’indipendenza dell’arcipelago, ufficializzata il 12 luglio 1975. Come primo presidente fu eletto il segretario dell’MLSTP, Manuel Pinto da Costa.

Allorché Sao Tomè e principe diventano indipendenti nel 1975, adottano un regime di fede marxista, le rocas vengono nazionalizzate e raggruppate in 15 imprese di stato.

Nel 1990, São Tomé abbracciò una riforma democratica che portò l’anno successivo a elezioni multipartitiche, libere e trasparenti. Fu eletto presidente Miguel Trovoada, rieletto in seguito anche nel 1996. Il Partito della Convergenza Democratica (PCD) superò l’MLSTP, che tuttavia riuscì a mantenere un ruolo di primo piano nella vita politica del paese. Nuove elezioni democratiche (presidenziali e parlamentari) si tennero nel 2001 e nel 2002.

Nel luglio del 2003 l’esercito prese il potere per una settimana, protestando per la corruzione politica e la conseguente iniquità nella distribuzione dei proventi dell’estrazione petrolifera, divenuta nel frattempo una delle voci importanti dell’economia dell’arcipelago. Dopo un periodo di trattativa, il presidente Fradique de Menezes, esautorato dal colpo di stato, fu rimesso in carica. Menezes vinse nuovamente le elezioni nel 2006, ed è tuttora al governo del paese